Storia di un angelo

Faccia al muro,

ondata di tristezza

non tollerata

sempre sofferta,

nel cuore di chi guarda

quel bambino.

Atroce è il luogo dove nascesti,

immediato l’abbandono

di chi doveva amarti.

Sento il tuo pianto innocente,

la paura nelle notti da solo

tormentato da anime buie

senza pena e senza rimorso.

Lividi sul corpo

cicatrici nell’anima

ti hanno inferto.

Ma intatti sono gli occhi belli,

un incanto lo spontaneo sorriso.

Tale è la forza

percepita da chi ha visto

il tuo candore

e per la tua anima malata

la salvezza è arrivata;

lungo fu il viaggio

immensa la speranza.

Senza pelle, senza difese

stringi anche la mia mano.

Chiedi il mio aiuto

e combatto impotente,

chiedi anche il mio amore

e a questo mi arrendo.

M.B.

 

 

 

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