Le assaggiatrici

Vi propongo una breve recensione scritta dall’amica Ivana Ivaldi su Le assaggiatrici di Rosella Posterino – Edizioni Feltrinelli. Il libro ha entusiasmato il GDL e persino un’ ipercritica e mai soddisfatta lettrice come me non vi ha trovato difetti, cadute di stile, sbavature. Letto in poche ore e tutto d’un fiato, lo collocherei tra i primi posti della mia playlist letteraria (classici a parte). Voi cosa ne pensate? 

Scrittura che coinvolge il lettore e lo immerge nella realtà del rifugio segreto di Hitler, in particolare nella mensa in cui dieci donne vengono condotte a far da cavie assaggiando i cibi destinati al Fuhrer per salvaguardarlo da eventuali avvelenamenti. Il loro sacrificio trova un senso nel momento storico in cui tutto avviene.  abbondanza di cibo non è una fortuna ma un lavoro che terrorizza, per cui la loro sopravvivenza diventa esperienza estrema,vissuta nel segreto di un luogo di per sè anonimo e spersonalizzante che obbliga le donne a solidarizzare tra loro. Si aprono, così, nel perimetro di una dura realtà, squarci di umana pietas, cui non rimane estraneo neppure Hitler. Accomunano tutti, grandi e meno grandi, le esigenze del corpo, rivissute, più che descritte, attraverso i sensi. L’esperienza sensoriale arricchisce la scrittura ed esalta le immagini rendendole simili a fotografie. L’espressione attinge a momenti di particolare crudezza.

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