Streghe della notte

Ieri, durante la pausa pranzo, ho guardato Quante storie, programma televisivo condotto da Augias. Ospite del buon Corrado era una bella signora che di mestiere fa, beata lei, la scrittrice-giornalista. Incuriosita, sono corsa a cercare il libro in questione dal titolo emblematico: La donna può tutto. 1941: volano le Streghe della notte.

Le Streghe della notte nacquero in Russia e facevano parte dell’esercito stalinista durante la Seconda guerra mondiale. Esse destabilizzavano i nemici con incursioni aeree notturne pilotando biplani fragili ma agili. Ogni notte le impavide signore sfidavano la morte e la sorte in nome dell’emancipazione e della parità con gli uomini, contendendo loro il primato dell’eroismo e del valore.  Il patriottismo e il socialismo russo ci sono noti,  ma loro volevano altro ed erano pronte a morire pur di ottenerlo.

Seguendo la presentazione del libro, mi sono sorpresa a pensare che, forse, dovremmo diventare un po’ Streghe della notte anche noi. Streghe pacifiche e non violente, ma con una coscienza di genere e di identità in grado di resistere e opporsi al nonsense di questa brutale cultura maschilista votata alla violenza e alla sopraffazione. I casi di cronaca sono delle eccezioni, direte voi. Gli uomini non sono tutti così, la maggior parte di loro sono bravi mariti e ottimi padri. E gli altri? L’orrore si nasconde in un paio di intriganti occhi verdi, la follia è ben mascherata in un sorriso affascinante, il primo schiaffo è considerato un incidente di percorso, il possesso confuso con l’amore passionale. Tutte cazzate. Lo sappiamo bene.

Ed eccole lì, le donne. Violate, uccise, fatte a pezzi da uomini malati d’odio. Ho una figlia e ho paura. Non per me, ma per lei. Pamela, Jessica e tante altre. Volti che ci sorridono da uno schermo televisivo, nomi che ricorderemo a testimonianza della barbarie, vite che non saranno vissute perché non è vero che il Bene vince sempre sul Male. Spesso perde e noi restiamo attonite, addolorate e arrabbiate a chiedercene la ragione. Siamo madri, siamo figlie. Streghe e fate. Orchi e Barbablù. Uomini e donne. Abbiamo una grande responsabilità morale che da individuale deve diventare collettiva perché, si sa, nella dimensione del noi tutto diventa più sopportabile. Anche la paura.

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