Dieci euro per uno “scrittore”

Scrivere non è semplice, scrivere bene lo è ancor meno. Tracciare dei simboli grafici su un foglio non significa scrivere. Associare liberamente delle parole non ha niente a che vedere con la scrittura. Tutti sappiamo toccare le corde emotive del nostro ipotetico pubblico esprimendo pensieri, a parer nostro, sublimi. Toccare le corde emotive utilizzando la buona scrittura è un’altra cosa, purtroppo non richiesta. Leggere un post, un libro, un articolo che viola le più elementari regole grammaticali, è come guardare un brutto quadro. Se scrivere significa dare dei pezzi sé all’ altro, scrivere male equivale a non avere rispetto né per se stessi, né per l’altro. È come se andassimo a una serata di gala indossando il pigiama. Non mi ritengo immune da errori e refusi, al contrario. L’approccio, però, è sicuramente diverso da chi crede di essere e non è. Tutti sanno tenere una penna in mano, pochi riescono a trasformarla in uno strumento di lavoro. Tutti scrivono, nessuno legge. E allora cominciamo da lì. Investiamo qualche euro nell’ acquisto di libri, libri e ancora libri. Prima di scrivere, si dovrebbe imparare a leggere e in cima alla lista dei testi da acquistare, dovrebbe comparire obbligatoriamente una piccola grammatica. In fondo, bastano dieci euro per salvare uno scrittore (e un grammar nazi).

6 risposte a "Dieci euro per uno “scrittore”"

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