Serate insolite

Serata insolita. Mi sposto da un divano all’ altro, il tempo è scandito dall’ immancabile sigaretta e dai programmi televisivi puntuali come le malattie esantematiche. Non riesco a soffermarmi su niente e di niente ho particolare desiderio. Mi lascio esistere, senza esigere niente da me stessa. A volte succede, a volte è inevitabile. A me, però,  capita raramente. Dentro di me, si è acquattata una specie di pigrizia mentale che mi mette a disagio. La guardo in faccia (il suo aspetto è pericolosamente banale) e le chiedo: chi sei? Cosa vuoi? Lei sbuffa e mi volta le spalle. La pigrizia è una compagna decisamente poco stimolante!

L’apparente immobilità si trasformerà in insofferenza e poi in azione. Aspetto. Sto imparando ad aspettare, a non forzare le cose. Strano, ma vero. Ho nostalgia. Di idee da realizzare, di cose da fare, di storie da raccontare. Se tendo bene l’orecchio,  le sento avanzare. Stanno cercando di crearsi un varco in  un gruppetto di neuroni mezzo addormentati. Sgomitano, inciampano, ma non si arrendono. Proprio come me.

 

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