In soffitta

Razzismo, xenofobia, fascismo. L’incitamento all’odio ha abbandonato il Regno dell’Assurdo diventando elemento normale del vivere quotidiano.

Anna Frank indossa una maglietta giallorossa e Benito ammicca alzando il braccio in segno di saluto. Ha l’aria soddisfatta.

– Sono tornato – dice spavaldo – anzi, non sono mai andato via! Riposavo tranquillo nell’angolo più buio delle vostre coscienze pronto a riprendermi ciò che mi appartiene di diritto: la vostra umanità.

Il vecchio fascista non ha mai deposto il fucile e gira libero per le nostre città. Velenoso come i gas dei campi di sterminio. Gas che non uccidono i corpi, ma anestetizzano le coscienze e l’intelligenza.

Disumani e ignoranti, decerebrati e arroganti. Violenti. Senza distinzione di razza e colore. Ognuno ha il suo personale carico di odio da portare.

No, non è questo il mondo che avrei voluto, ma è quello in cui mi tocca vivere. In passato ho cercato di oppormi, ma sono stata sconfitta. Non mi rimane che restare a guardare e raggiungere Anna Frank nella sua soffitta.

 

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