Prima persona e Show, don’t tell… dalla parte dei bambini

Dopo aver metabolizzato i concetti di flashback, anticipazione e colpo di scena (ringrazio i personaggi fiabeschi per l’aiuto ricevuto), le mie giovani scrittrici si sono avventurate nell’impervio mondo del Punto di Vista. Per abitudine, avevano sempre scritto utilizzando la Terza Persona, ma ogni scrittore che si rispetti deve allargare il proprio campo di esperienza e sperimentare nuovi percorsi… e così è stato! Le giovani penne hanno recepito il messaggio e si sono lanciate alla conquista del PDV Singolo dopo la prima rapida resistenza dovuta, come ho già detto, alla consuetudine. Per riuscire in questa ardua impresa, si sono calate nei panni del personaggio fantastico di turno e hanno redatto una originalissima lista della spesa ( Rodari insegna). Fatto questo e collegati gli improbabili acquisti al personaggio, è nata dalla fervida fantasia infantile un’altra storia, scritta in Prima Persona quasi senza accorgersene data la corrente empatica creatasi tra narratore e personaggio. Nel secondo “esercizio” la richiesta dell’utilizzo di tale PdV è stata esplicita e accolta senza difficoltà, al punto da rendere possibile il lavoro sulle azioni del corpo inteso come metodo e strumento per avvicinare i bambini al motto tanto caro a noi adulti: show, don’t tell! Partendo dal presupposto che tutto è possibile se si utilizza il metodo giusto e attingendo ancora una volta all’inesauribile tesoro lasciato dal Maestro Rodari, le giovani scrittrici hanno scelto il materiale di cui era fatto il proprio personaggio e scritto la loro storia tenendo conto di questo particolare aspetto. Facile, no?

Con i racconti relativi al primo esercizio ho riso fino alle lacrime tanto erano divertenti e pieni di simpatica ironia mentre con i secondi mi sono commossa perché le bambine sono riuscite a dare un’anima a ciò che per sua stessa natura, ne è privo e facendolo, hanno sfiorato, con delicatezza e spontaneità, temi complessi e profondi dando a noi adulti una bella lezione di umana sensibilità.

Marinella Brizza WHB

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