Morgan e Saviano: L’importanza delle parole

Seguendo le vicissitudini di Morgan, artista da tempo a me caro, mi sono ritrovata incollata alla TV, decisa ad arrivare alla fine della puntatona di Amici per la prima volta, pur consapevole di offrire il mio colpevole contributo agli indici di ascolto dell’ultima querelle mediatica. Ammetto di essermi lasciata coinvolgere dal tema – il mobbing – portato avanti dal mio eroe canterino. Da qui sono nate riflessioni di altro tipo.

Si è parlato poco dell’intervento di Roberto Saviano ritenendolo rivolto al solo problema del cyber – bullismo… eppure è proprio nell’importanza delle parole la chiave di lettura delle disavventure del mio adorato Morgan! Non è la prima volta che Saviano partecipa ad Amici (cercando il video su You Tube mi sono fatta una cultura in merito), ma come mai un programma nazional – popolare come Amici chiama in causa uno come Saviano? La risposta è – ahimè – scontata: il Roberto nazionale è, forse, l’unico scrittore italiano ad essere conosciuto dal grande pubblico e non per i suoi libri ma per le vicende ad essi associate. In altre parole, in una Italia che non si distingue per livello culturale e pensiero critico, Saviano è il nome che può arrivare al grande pubblico. Ovviamente il mio non è un giudizio sullo scrittore, ma una semplice constatazione. Svelato l’arcano (conosciamo questo scrittore non perché abbiamo letto i suoi libri ma perché ne abbiamo sentito parlare in televisione), la scelta di Amici di usare Saviano come specchietto per le allodole risulta comprensibile! Un programma nazional – popolare, assolutamente privo di contenuti, ha bisogno di nomi ridondanti e rispettabili per sopperire e per colmare  il vuoto culturale che lo attanaglia e cercare di apparire altro da sè. Funziona così, mi direte, eppure io non mi son ancora rassegnata a certi meccanismi che è possibile trovare in qualsiasi Sistema (che parola orribile!) portatore in-sano di politiche aziendali che hanno come unico obiettivo il confezionamento di prodotti scadenti purché “fruibili”. Tornando a mediaset, la stessa presenza di Morgan all’interno del programma serviva a questo: offrire contenuti. Il poverino è stato anche oggetto della pietà e commiserazione della conduttrice e bersaglio della sua corte. La regina  ha parlato di una “fragilità emotiva” (chiara allusione all’uso di sostanze stupefacenti), attribuendo ad essa la legittima reazione avuta da  un uomo mediamente dignitoso di fronte alle  provocazioni gratuite della corte, utilizzando e strumentalizzando tale termine proprio come avrebbe fatto una certa psichiatria pre Basaglia, volta a negare credibilità a chiunque esprimesse un pensiero difforme dai più e/o scomodo.

Saviano è stato acclamato. Morgan è stato denunciato. Entrambi, però, sono prodotti dello stesso Sistema che premia chi si allinea (il serioso scrittore tornerà ad Amici a parlare di poesia) ed espelle chi non lo fa (l’eclettico ed ingestibile musicista sopra le righe). A mio parere sono le classiche due facce della stessa medaglia! Ci sarebbe tanto altro da dire, ma questo pezzo sui baracconi da circo come Amici e simili ha annoiato anche me. E’ meglio che vada a leggere qualche poesia, magari della stessa poetessa russa  censurata e perseguitata dal regime stalinista- Anna Achmatova – citata da Saviano.

Chissà se anche Morgan la conosce? Di sicuro, ne consiglio la lettura anche a lui!

Marinella Brizza

 

3 thoughts on “Morgan e Saviano: L’importanza delle parole

  1. Sinceramente un Saviano che partecipa ad un programma di aspiranti cantanti e ballerini mi fa davvero cadere le braccia. Dopo tanti discorsi che viene a fare si siede lì a guardare questi quattro stupidelli che vogliono fare successo! Invece tanto di cappello a Morgan che ha saputo dire la verità quando nessuno l’ha mai detta, e cioè lo schifo che sta dietro questi programmi che non hanno niente a che fare con la vera musica. Mi spiace ma Saviano davvero ha avuto una caduta di stile andando in un programma del genere, specialmente sapendo che sarebbe stato usato solo come specchietto per le allodole. allora sei scemo!

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  2. Non oso pensare al cachet di Saviano per un intervento 15 minuti. Al di là di questo Morgan è stato messo nelle condizioni di andar via perché scomodo e in possesso di un pensiero critico e di una modalità creativa ed espressiva che non può certo essere condivisa da chi è privo di entrambe queste doti.

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  3. Chi la pensa in modo diverso, la cosiddetta voce fuori dal coro, è sempre mal visto. Io non sono una fan di Morgan, non lo seguo nemmeno come musicista, però ho potuto notare alcune volte che è uno dei pochi che sa guardare le cose da un altro punto di vista ed è un bene che ogni tanto ci sia qualcuno così, non per distruggere quello che esiste ma per far vedere anche l’altra dimensione di ciò che si guarda, ed è un contributo prezioso il suo. Peccato che appunto gli altri non siano così “intellligenti”.

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