L’autenticità nella scrittura: dovere o scelta?

“Con un po’ di fortuna, imparerete anche voi a tenere la rotta orientandovi con le stelle.” Raymond Carver

Vagando in rete e leggendo dei testi di dubbia credibilità, sono stata assalita dallo sconforto e da una certa vena polemica di cui mi scuso in anticipo. Partendo dal presupposto che tutti hanno il diritto/desiderio di scrivere ciò che vogliono e di condividere esperienze personali e/o professionale (lo faccio anch’io), mi sono sorpresa a sentirmi infastidita da certe letture nelle quali si percepisce chiaramente  un carattere di non – autenticità. Sensazione per me rara e riconducibile soprattutto ai discorsi di alcuni personaggi politici come Berlusconi o Salvini! A parte l’infelice (forse) off-topic a sfondo politico, la domanda è la seguente: è giusto mettere nero su bianco delle bugie? Il Dizionario Garzanti fornisce di tale termine la seguente definizione: bugia – cosa non vera, che viene detta ben sapendo di non dire la verità; menzogna.

Essendo una cultrice della Parola e ritenendo di averla utilizzata con cura ed onestà sia nella mia ventennale esperienza professionale di Educatrice in contesti di cura e riabilitazione, sia in quella di aspirante scrittrice, mi ferisce come questa venga strumentalizzata per buttare fumo negli occhi ad ignari lettori meno attenti di me. La parola, soprattutto scritta, è uno strumento prezioso e potente in grado di informare e formare mente e spirito e ritengo sia atto di coscienza dovuto, servirsene seguendo la logica dell’autenticità e della correttezza con qualche eccezione, ormai riconosciuta e accettata, riservata a meri venditori o imbonitori di un qualsiasi prodotto commerciale. Questi possono sempre ricorrere alla formula del “soddisfatti o rimborsati”, ma chi potrà mai risarcire la mia intelligenza dall’aver letto tante fandonie?

Penso che l’unico rimedio possibile sia voltare elegantemente pagina, fino al momento in cui questi signori “con un po’ di fortuna, impareranno a tenere la rotta orientandosi con le stelle.”

Marinella Brizza WHB

 

 

5 thoughts on “L’autenticità nella scrittura: dovere o scelta?

  1. Bello, condivido. La bugia è però una materia imprescindibile per gli scrittori. La verità è nelle cose, la bugia è fatta di parole. Se lo scrittore è bravo non rende solo credibili quelle parole, fa in modo che diventino vere. A istinto diffido della verità, il problema è (come sottolinei) trovare la buona scrittura.

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  2. Hai detto bene, Giancarlo…la bugia è materia imprescindibile per gli scrittori ma anche l’essenza degli scribacchini. Scrivere per passione o scrivere per compiacere il lettore? In ogni caso un po’ di onestà intellettuale non guasta.

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