A spasso con l’anima

Avere un dialogo con la propria anima non è cosa facile e arriva sempre il momento in cui si cerca di stabilire con essa un contatto stabile e duraturo. Forse è per questione legata all’età, forse perchè invecchiando ci si stufa di ascoltare stupidaggini spacciate per emerite Verità…e allora non ci rimane che concentrarci su noi stessi e porci in ascolto. Si cerca di ascoltare Lei: l’anima. Spesso la sua voce è sovrastata dall’eco della nostra rabbia, dall’ego ferito o umiliato. Un ego che urla troppo forte ed assomiglia ad una sorta di velo di Maya. Credo che sia necessaria una piccola, seppur dolorosa, lacerazione per riuscire a vederla, relegata sotto il cumulo di meschine realtà, lì dove abbiamo preferito nasconderla!  Sono sicura che la mia sia ancora seduta su un grande tavolo di cucina e mi stia guardando con gli occhioni scuri di una  bambina di appena due anni. Occhi che non conoscono rabbia, odio, orgoglio, pregiudizio. E’ pura, la bambina, ma in lei c’è il germe dell’antico brigante calabrese che porterà caos, fierezza, ideali. Non c’è niente da fare per le anime scisse: si rincorreranno fino a quando non saranno in grado di unirsi in un’unica entità e allora potranno tornare nel luogo che le ha generate entrambe: lo strapiombo sul mare.

 

 

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